lunedì 31 dicembre 2007

Finanzaetf.com annuncia la nascita dei suoi videogiornali




Il nuovo sito sugli Etf, annuncia la nascita dei suoi videogiornali, che vanno a completare la gamma dei servizi gratuiti offerti, come i tre portafogli virtuali, le rassegne stampa, il blog, la newsletter le analisi, gli approfondimenti, tutti dedicati al fantastico mondo degli ETF e degli ETC. Se non sai ancora cosa sono ti segnaliamo la nostra sezione educational.
Del resto non potevamo ignorare il vero e proprio boom che sta avendo questo strumento di investimento. Basti pensare che in tutto il mondo, tra il 2006 ed il 2007, le masse gestite sono aumentate di ben il 30% con i mercati finanziari in forte frenata. Non osiamo immaginare cosa poteva accadere con le borse in crescita.
Finanzaetf.com

domenica 30 dicembre 2007

Etf boom, +30% in un anno





Replicano i listini azionari o qualunque altra cosa su cui è possibile investire: oro, argento, indici obbligazionari o prezzi del petrolio. Tutto è lecito per gli Etf, acronimo della parola inglese Exchange Traded Funds, strumenti finanziari che stanno conquistando investitori italiani e internazionali, spodestando i più tradizionali fondi comuni d'investimento.


Da quest'anno al 2011, la società di consulenza americana Boston consulting group (Bcg) stima un aumento del 30% circa l'anno a livello mondiale dei patrimoni gestiti in fondi-cloni. Al momento, sulla base di recenti previsioni della banca d'affari americana Morgan Stanley (report del 7 novembre), il denaro investito in Etf ammonta a 745 miliardi di dollari.





L'exploit di Milano In particolare a Piazza Affari, secondo i consulenti di Bcg, nel quadriennio 2002-2006 gli strumenti finanziari che replicano gli indici (non solo Etf, introdotti in Italia nel 2002, ma anche fondi azionari e obbligazionari passivi) hanno registrato una crescita annuale composta (Cagr) delle masse gestite pari al 142 per cento. Inoltre, i 187 Etf quotati attualmente sul listino milanese hanno visto incrementare il controvalore degli scambi di quasi il 50 per cento, passando dai 17,5 miliardi di euro del 2006 ai 25,8 miliardi di quest'anno (gennaio-ottobre 2007). Il clone più scambiato nel 2007 è stato il Lyxor DJ Eurostoxx 50 (Societe Generale): il controvalore registrato (dati al 30 ottobre) è stato di quasi 3,7 miliardi di euro. Americani campioni di Etf Lyxor Asset Management, assieme agli Etf Ishares di Barclays Global Investors (Bgi), si colloca ai primi posti in Europa nel settore. Ma è Bgi che detiene lo scettro a livello internazionale con 382 miliardi di dollari di masse, seguita da State Street Global Advisors.





Da segnalare che sono gli investitori Usa i più innamorati del prodotto. Negli Stati Uniti, a fine settembre, i patrimoni gestiti superavano i 530 miliardi di dollari contro i 125 miliardi (sempre in dollari) dell'Europa e i 38 del Giappone.





Sforbiciata ai costi. A monte di tale «innamoramento finanziario» vi sono di certo i bassi costi. Niente gestori da pagare e dunque commissioni meno onerose. Nel report elaborato dall'analista di Morgan Stanley, Deborah Fuhr, emerge che le commissioni totali annue degli Etf oscillano fra 0,07% e 1,11% contro una forchetta ben più larga dei fondi tradizionali (0,39%–1,91%). A Milano, i «cloni» hanno costi annui tra 0,16% e 0,9 per cento.





Altri motivi del successo. A sostenere la crescita, secondo Fuhr, vi sarebbero altre cause. Tra queste, il costante aumento del numero di Etf nei portafogli degli investitori istituzionali (fondi pensione, banche, compagnie): l'anno scorso erano 2.200 e il numero è destinato a crescere. Scelta agevolata dalla miriade di prodotti specializzati che sono di volta in volta lanciati dalle principali società del settore. Gli investitori istituzionali hanno, però, le competenze interne per valutare pro e contro: gli Etf, come qualunque altro strumento finanziario, non sono immuni da rischi. Da qui la necessaria attenzione dei risparmiatori al momento dell'acquisto. Sui mercati non ci sono regali. Neanche a Natale.
Dal Sole24Ore

Scarica i dati sugli ETF italiani in pdf

venerdì 28 dicembre 2007

Italia ancora indietro rispetto al boom degli ETF




Cinque anni di boom neppure un’emittente tricolore
NEW YORK In cinque anni, dal settembre 2002 quando furono quotati i primi esemplari indicizzati al Dj Stoxx 50 e al Dj Eurostoxx 50, ad oggi, il fenomeno degli Etf (Exchange Traded Funds, fondi a gestione passiva trattati come azioni in Borsa) è nella crescita esponenziale dei prodotti, del numero di scambi e del patrimonio. Un boom nella totale assenza di operatori italiani tra gli emittenti. Quanti sono:
Erano 8 nel 2002 e 201 a fine novembre 2007.
Eerano 13 nel 2003, 20 nel 2004, 30 nel 2005, 87 nel 2006. Nel tempo, dai primi Etf «classici» europei, il sistema degli azionari si è allargato a tutte le altre categorie, al punto che oggi si contano 35 Etf in azioni di tutti i principali mercati sviluppati (da piazza Affari agli Usa, alla Gran Bretagna, alla Svizzera e alla Germania), 29 in azioni dei mercati emergenti (Cina, Giappone, India i più gettonati), 29 in azioni su indici settoriali, 13 in azioni raggruppate per stili di gestione (growth, value, small cap, mid cap e select dividend), 6 cosiddetti fondamentali, gli ultimi arrivati, 7 strutturati (con effetto leva o con altri derivati) e 10 altri vari, legati a commodities, ad azioni immobiliari, a società di private equity. Da un paio d’anni anche la famiglia degli obbligazionari ha preso però quota, salendo a 35, per lo più in titoli di stato in euro a reddito fisso su tutte le scadenze, ma con presenza di Etf monetari, o legati ai titoli indicizzati, ai corporate bond, e con qualche Etf in dollari.I contrattiLa media giornaliera è stata inferiore a 500 fino al 2003, per toccare i mille a fine 2004. A fine 2005 era tra i 2000 e i 2500, per balzare tra i 4000 e i 4500 nella primavera del 2006. Dopo una caduta sotto i 2000 nel settembre di un anno fa, nel semestre successivo c’è stata una impennata: 6500, forse 7000 a inizio di quest’anno, e con un successivo assestamento tra i 4000 e i 5000 contratti fino ad ottobre, quando è stato raggiunto il massimo storico di 8.247 scambi, una crescita del 182% sull’anno precedente. La media dell’anno in corso è di 5.392 contratti quotidiani.Turnover La media giornaliera di scambi in milioni di euro è ai suoi massimi nella prima metà di novembre 2007, con 172,6 milioni di euro. In ottobre è stata di 142,9 milioni, con un incremento del 98% sull'anno prima. Il volume degli scambi si era mantenuto sempre sotto i 100 milioni fino ad un anno fa, e fino a inizio del 2006 era stato sotto i 40.PatrimonioL’Aum (Asset under management), cioè i titoli dei portafogli degli Etf sono saliti dai 531 milioni di fine dicembre 2003 ai 10.107 milioni di fine ottobre 2007. Il progresso è stato costante: 1640 a fine 2004, 3982 a fine 2005, 7631 a fine 2006. Per categorie, il 40% è in Etf di azioni di Paesi sviluppati, il 25% in mercati emergenti, il 20% in bond.Protagonisti Gli Etf sono un affare straniero. Si può chiamarla occupazione dei concorrenti esteri o abdicazione delle banche italiane, ma la realtà è questa: gli emittenti sono solo Lyxor-Societe Generale (66 Etf), iShares-Barclays Global Investors (41), db-trackers-Deutsche Bank (41), EasyEtf -Axa/Bnp Paribas (7), Spdr e Beta- Credit Agricole (5), PowerShares-Invesco (3) e JPmorgan (1).Le novitàLa creatività dei promotori ha indotto la Borsa, dall’aprile scorso, a creare il mercato Etf Plus. Nel segmento a trovano posto gli azionari e obbligazionari (157 al 26 novembre), nel b gli strutturati (7), nel c gli Etc, o Exchange Traded in Commodities (37), la variante dedicata alle materie prime.

Dalla Stampa.it

ETF Fondamentale


Primo ETF fondamentale sul mercato azionario italiano
Dal 13 dicembre 2007, in quotazione il "PowerShares FTSE RAFI Italy 30 Fund"11 Dic - 16:08
Sul segmento OICR aperti indicizzati - classe 2 del mercato ETFplus, viene quotato un nuovo ETF di PowerShares Global Funds Ireland plc che estende la sua offerta di ETF fondamentali al mercato azionario italiano.
L'obiettivo del "PowerShares FTSE RAFI Italy 30 Fund" è di replicare la performance dell'indice "FTSE RAFI Italy 30" composto dalle 30 società italiane che presentano il più elevato valore fondamentale determinato secondo la metodologia RAFI. Le azioni componenti l'indice sono selezionate tenendo in considerazione i seguenti quattro fattori: book value, vendite, cash flow e dividendi. Il peso nell’indice di ciascuna società è determinato sulla base di un coefficiente che rappresenta i quattro elementi di natura fondamentale sopra menzionati corretto per la capitalizzazione del flottante.
La commissione totale annua dell'ETF è dello 0,75%.

da Borsaitaliana.it

Più ETC che ETF


L’attivo dei 5 ETC a fronte dei metalli preziosi fisici è pari a 800 milioni di dollari. ETFS Physical Gold (PHAU) è l'ETC sull’ oro fisico con la crescita più rapida in Europa.
ETF Securities, leader globale nello sviluppo degli Exchange Traded Commodities (ETC), registra una forte crescita della domanda degli ETC legati ai metalli preziosi fisici (oro, palladio, argento e platino). Ad oggi, l’attivo gestito (AUM – Assets Under Management) dei 5 ETC a fronte dei metalli preziosi fisici è pari a 800 milioni di dollari, dieci volte superiore all’attivo gestito nel giugno 2007 (65 milioni di dollari). In generale, ETF Securities registra un AUM di oltre 2,2 miliardi di dollari e più del 40% della crescita è dovuto proprio agli ETC legati ai metalli preziosi fisici.
In particolare, l’ETFS Physical Gold (PHAU) è l’Exchange Traded Gold con la crescita più rapida in Europa negli ultimi 6 mesi, 4,5 volte superiore a qualsiasi altro ETG in Europa. Particolarmente richiesto nel Regno Unito, in Germania ed in Austria, l’ETC legato all’oro fisico di ETF Securities ha superato i 470 milioni di dollari di attivo gestito.
Inoltre, l’ETFS Physical Platinum (PHPT) è il maggiore ETC legato al platino con oltre 150 milioni di dollari di attivo gestito ed una crescita del 650% negli ultimi 6 mesi. ETFS Physical Silver (PHAG) è l'ETC che ha registrato la crescita più rapida a livello mondiale, ovvero del 1400% negli ultimi 6 mesi. Con oltre 10 milioni d’once, PHAG è il più popolare ETC sull’argento presente nel mercato europeo.
Tutti gli ETC legati ai metalli preziosi fisici sono garantiti dall'assegnazione di metallo in lingotti ad identificazione esclusiva ed esenti da rischio di credito bancario. I lingotti del metallo prezioso sono custoditi dal depositario HSBC Bank USA N.A., leader mondiale nella custodia di ETC con circa 20 miliardi di dollari di metalli preziosi detenuti per tali prodotti. Il metallo depositato presso il Custode deve essere conforme alle norme di Good Delivery della London Bullion Market Association (LBMA) e del London Platinum Palladium Market (LPPM). I titoli sono emessi solo dopo la conferma del deposito nel conto bullion della Società presso il Custode.
“C'è stato un forte aumento della domanda globale di ETC, con un investimento di oltre 33 miliardi di dollari negli ultimi tre anni, di cui circa due terzi (23 miliardi di dollari) sono stati investiti in metalli preziosi”, commenta Nik Bienkowski, Direttore Listing and Research di ETF Securities. “Diverse ricerche indipendenti dimostrano che la correlazione dei metalli preziosi con le azioni varia da bassa a negativa e, ciò che è importante, in momenti difficili questa correlazione resiste bene”.

da ETF Securities

martedì 25 dicembre 2007

Benvenuti

Il team di Finanzaetf.com vi dà il benvenuto sul suo blog. I vostri interventi sul favoloso mondo degli ETF, saranno i benvenuti. Perchè un sito ed un blog sugli etf? Perchè li consideriamo il miglior investimento possibile in termini di rapporto efficienza/efficacia.
Buona Lettura.

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