
Oggi inizia l'appuntamento settimanale della Etf Newsletter.
L'analisi dei tre portafogli:
ETF1. Un inizio niente male. Uno 0,23%, contro un -0,91% del benchmark.
ETF2. Anche il portafoglio neutrale si è distinto con una performance dello 0,60% contro quella del benchmark, pari al -1,22%.
ETF3. Naturalmente la caratteristica aggressiva del portafoglio, ha comportato più difficoltà, in una fase di riduzione generalizzata del rischio da parte degli investitori. La diversificazione dell'ETF3, ha però salvato questa asset allocation comportando una performance del -0,10% contro il -1,53% del benchmark di riferimento.
Per tutti e tre i portafogli la Cina è stato il motivo principale di preoccupazione, al contrario dell'India. Perchè questa differenza tra i due paesi?
Iniziamo col dire che i flussi degli investimenti si stanno spostando verso lidi sicuri. L'aumento dei prezzi dei titoli obbligazionari e dell'oro sono lì a dimostrarlo. Si vendono azioni e Dollari, perchè si teme la stagflazione (inflazione + recessione). I più colpiti, in questa fase, sono i paesi emergenti come Cina, Brasile e Turchia, perchè debbono gran parte della loro crescita alle esportazioni, ma hanno un'inflazione molto alta ed acquistano molte materie prime sui vari mercati.
L'India è un caso a parte. Prima di tutto perchè la domanda interna è molto più forte rispetto agli altri paesi. Poi, perchè possiede gran parte delle materie prime che servono per la produzione. In terzo luogo ha l'inflazione più bassa tra quelli dei paesi emergenti, anche se nel 2007 ha superato la soglia del 5%. Un paese dove l'età media è di 25 anni con un'aspettativa di vita di 69 anni, contro la Cina la cui età media è di 33 anni, con un'aspettativa di 72 (Stati Uniti 37,78) e che, nel medio periodo,avrà molti meno costi sociali rispetto al resto dei potenziali concorrenti. Insomma, considerare l'India come un mercato difensivo, tra i paesi emergenti, non è proprio un'idea tanto bizzarra. Tant'è che, mentre tutto il mondo crollava, l'India cresceva.
Adesso che i dati sulla disoccupazione americana, hanno certificato il trasferimento della crisi dei mutui subprime dall'economia finanziaria a quella reale e che l'oro, l'argento ed il petrolio, hanno raggiunto nuovi massimi storici, possiamo seriamente preoccuparci. Ci preoccupiamo, prima di tutto, perchè la Fed e la BCE, sembrano incerte sul da farsi e poichè non vediamo una direzione comune. Leggere le varie notizie durante il giorno, aumenta l'impressione di confusione. Questa settimana la Banca Centrale Europea sembrava impazzita, con operazioni continue di immissione di liquidità e di drenaggio, anche a poche ore di distanza durante la stessa giornata. Operazioni che sembravano contraddirsi tra loro, ma che, invece dimostravano essenzialmente, il senso di accerchiamento, in questo frangente, debbono sentire i banchieri centrali. Il voler intervenire con dosi massiccie di immissioni di liquidità, nei mesi scorsi, per salvare il sistema finanziario e vari istituti di credito, che rischiavano seriamente di saltare, ha fatto salire le pressioni inflazionistiche. La crisi non è passata, il mercato creditizio è ancora in difficoltà ed ha bisogno ancora di varie operazioni di salvataggio, con immissione nel sistema di liquidità. L'inflazione, però, sta salendo, perchè salgono i prezzi di tutte le materie prime, perchè salgono i salari nei paesi Occidentali e nei paesi asiatici, perchè lì dove si produce la maggior parte dei prodotti, cioè Cina ed Est Europa, l'inflazione è più che doppia che nei paesi Occidentali.
Noi azzardiamo l'ipotesi di un rialzo dei tassi d'interesse da parte della BCE, entro Aprile.
Per oggi è tutto. Nelle prossime settimane l'ETF Newsletter si arricchirà di rubriche ed anche di vostri interventi.
Arrivederci alla prossima settimana.
L'analisi dei tre portafogli:
ETF1. Un inizio niente male. Uno 0,23%, contro un -0,91% del benchmark.
ETF2. Anche il portafoglio neutrale si è distinto con una performance dello 0,60% contro quella del benchmark, pari al -1,22%.
ETF3. Naturalmente la caratteristica aggressiva del portafoglio, ha comportato più difficoltà, in una fase di riduzione generalizzata del rischio da parte degli investitori. La diversificazione dell'ETF3, ha però salvato questa asset allocation comportando una performance del -0,10% contro il -1,53% del benchmark di riferimento.
Per tutti e tre i portafogli la Cina è stato il motivo principale di preoccupazione, al contrario dell'India. Perchè questa differenza tra i due paesi?
Iniziamo col dire che i flussi degli investimenti si stanno spostando verso lidi sicuri. L'aumento dei prezzi dei titoli obbligazionari e dell'oro sono lì a dimostrarlo. Si vendono azioni e Dollari, perchè si teme la stagflazione (inflazione + recessione). I più colpiti, in questa fase, sono i paesi emergenti come Cina, Brasile e Turchia, perchè debbono gran parte della loro crescita alle esportazioni, ma hanno un'inflazione molto alta ed acquistano molte materie prime sui vari mercati.
L'India è un caso a parte. Prima di tutto perchè la domanda interna è molto più forte rispetto agli altri paesi. Poi, perchè possiede gran parte delle materie prime che servono per la produzione. In terzo luogo ha l'inflazione più bassa tra quelli dei paesi emergenti, anche se nel 2007 ha superato la soglia del 5%. Un paese dove l'età media è di 25 anni con un'aspettativa di vita di 69 anni, contro la Cina la cui età media è di 33 anni, con un'aspettativa di 72 (Stati Uniti 37,78) e che, nel medio periodo,avrà molti meno costi sociali rispetto al resto dei potenziali concorrenti. Insomma, considerare l'India come un mercato difensivo, tra i paesi emergenti, non è proprio un'idea tanto bizzarra. Tant'è che, mentre tutto il mondo crollava, l'India cresceva.
Adesso che i dati sulla disoccupazione americana, hanno certificato il trasferimento della crisi dei mutui subprime dall'economia finanziaria a quella reale e che l'oro, l'argento ed il petrolio, hanno raggiunto nuovi massimi storici, possiamo seriamente preoccuparci. Ci preoccupiamo, prima di tutto, perchè la Fed e la BCE, sembrano incerte sul da farsi e poichè non vediamo una direzione comune. Leggere le varie notizie durante il giorno, aumenta l'impressione di confusione. Questa settimana la Banca Centrale Europea sembrava impazzita, con operazioni continue di immissione di liquidità e di drenaggio, anche a poche ore di distanza durante la stessa giornata. Operazioni che sembravano contraddirsi tra loro, ma che, invece dimostravano essenzialmente, il senso di accerchiamento, in questo frangente, debbono sentire i banchieri centrali. Il voler intervenire con dosi massiccie di immissioni di liquidità, nei mesi scorsi, per salvare il sistema finanziario e vari istituti di credito, che rischiavano seriamente di saltare, ha fatto salire le pressioni inflazionistiche. La crisi non è passata, il mercato creditizio è ancora in difficoltà ed ha bisogno ancora di varie operazioni di salvataggio, con immissione nel sistema di liquidità. L'inflazione, però, sta salendo, perchè salgono i prezzi di tutte le materie prime, perchè salgono i salari nei paesi Occidentali e nei paesi asiatici, perchè lì dove si produce la maggior parte dei prodotti, cioè Cina ed Est Europa, l'inflazione è più che doppia che nei paesi Occidentali.
Noi azzardiamo l'ipotesi di un rialzo dei tassi d'interesse da parte della BCE, entro Aprile.
Per oggi è tutto. Nelle prossime settimane l'ETF Newsletter si arricchirà di rubriche ed anche di vostri interventi.
Arrivederci alla prossima settimana.
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